Il coraggio di Antonio

Le ultime settimane che ci accompagnano all’arrivo delle festività sono molto frenetiche, gli impegni e le cose da fare aumentano. La gente corre per fare la spesa o per cercare qualcosa di speciale da mettere sotto l’albero, nei mercatini affollati e nelle vie del centro di ogni città il rituale che si compie è sempre lo stesso. Ed è incredibile pensare che un nostro caro o uno sconosciuto possa morire per mano di un attentatore che spara ad altezza uomo, mentre pensa di fare un regalo alla sua famiglia.

E’ successo davvero l’11 dicembre a Strasburgo, in un mercatino di Natale e nel corso di questo attentato rimane coinvolto Antonio Megalizzi, giornalista e speaker radiofonico di 29 anni colpito alla testa da un proiettile. Dopo tre giorni di coma, il 14 dicembre, le speranze che potesse farcela si spengono e insieme a quelle la sua vita si interrompe. Antonio si trovava lì per fare il suo lavoro, per fare radio, era il referente per l’Italia del progetto Europhonica, uno dei format di RadUni, l’associazione che raggruppa una trentina di radio universitarie italiane; seguiva un master in European and International Studies (Meis) e stava per diventare pubblicista dopo gli studi all’università di Verona e di Trento.

Il 20 dicembre scorso si sono svolti i funerali nella cattedrale di Trento e tutta la città si è stretta attorno alla sua famiglia e agli amici.
Antonio sognava in grande, il suo lavoro era anche la sua più grande passione che passava attraverso le testate online e le web radio. Conosco tanti ragazzi come lui, che ogni giorno inseguono il loro sogno in Italia o all’estero, io stessa ne faccio parte…

Al posto di Antonio poteva esserci un nostro amico, qualsiasi altra persona a noi cara, per questo “Antonio era uno di noi”. La storia di questo ragazzo ci deve ricordare quanto sia importante ringraziare il cielo per ogni traguardo raggiunto, per ogni momento che abbiamo dedicato a quel sogno, qualsiasi esso sia; anche quando le cose non arrivano e continuare a crederci è difficile quasi impossibile… Antonio ci insegna che avere dei sogni ed inseguirli a qualunque costo, ci rende davvero liberi e ci tiene lontani da un mondo fatto di paura e crudeltà e questo va oltre la morte.
Caro collega non ti conoscevo ma so cosa vuol dire avere un grande sogno per il quale faresti qualsiasi sacrificio; conosco invece quello sguardo così appassionato e pieno di entusiasmo per il proprio lavoro.
Mi sarebbe piaciuto conoscerti e magari stare davanti al microfono con te; avrei voluto stringerti la mano e dirti che ti stimo tanto.

Lo faccio da qui.

Bravo Antonio, ciao !

 

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